Il Gatto Selvatico in Liguria: Video inedito!

Il Video

Un possibile Gatto Selvatico (Felis Silvestris) in provincia di Genova (Valle Stura) filmato da una delle mie video-trappole sul finire del 2017. Si tratterebbe del primo Felis Silvestris o “ibrido” di Felis Silvetris filmato in libertà sull’Appennino Ligure. Infatti sino ad oggi, non esistevano “prove video” dell’esistenza di questa specie nella provincia di Genova. Il Dott. Stefano Anile (https://www.researchgate.net/profile/Stefano_Anile) , esperto di felini selvatici, dopo aver visionato i miei video mi ha confermato che il soggetto ripreso è molto probabilmente un vero e proprio Gatto Selvatico.

In sei mesi ho registrato solo tre passaggi davanti alla video-trappola:

8 Novembre 2017 – notte

27 Novembre 2017 – notte

17 Dicembre 2017 – giorno

 

 

Riscontri

Esistono importanti riscontri sulla presenza del Felis Silvestris nei boschi della Liguria, che precedono di qualche mese il mio video. Ad aprile del 2017 infatti, sono stati ritrovati due ibridi di Gatto Selvatico (fonte ISPRA, vedi foto) in due zone distinte della Liguria: Pigna (IM) e Passo del Turchino (VALLE STURA GE). Proprio quest’ultima -una femmina investita da un’auto- dista a pochi chilometri dalla zona dove ho realizzato il video del possibile Gatto Selvatico nel novembre del 2017.

FELIS TOP

Altri riscontri (fotografici)

Il fotografo Andrea Biondo nel 2009 in Alta Val Argentina (IM) immortalò con la sua macchina fotografica un felino del tutto simile ad un Felis Silvestris. Foto del suo blog: https://andreabiondo.wordpress.com/

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Riconoscimento

Come distinguere in natura, In Italia, questo elegante felino dalla razza domestica, specie dal soriano che, essendo striato, ha un aspetto simile?
Senz’altro quello selvatico ha una corporatura più robusta, ma l’unico modo per aver una relativa certezza che un fugace avvistamento si possa riferire proprio a questa specie, è aver distinto nettamente la stria nera dorsale, meglio se in abbinamento con almeno altri due caratteri della sua ornamentazione tipica, come le quattro strie nere sulla nuca, nonché la coda;grossa e con la con punta arrotondata, a larghi anelli neri, è uno degli elementi distintivi di questo felino.
Le feci e le impronte di gatto selvatico e domestico, invece, non sono distinguibili fra loro.
I maschi  sono più grossi delle femmine. La lunghezza del corpo va dai 70 a 110 cm, di cui ben 30-40 cm di coda. E’ meno longevo del suo cugino domestico, potendo vivere all’incirca 8-10 anni.

 

Biologia

Il gatto selvatico Felis silvestris é suddiviso in diverse sottospecie, afferenti a tre grandi gruppi:
1. silvestris, tipico del sub-continente europeo;
2. lybica, schiettamente africano, da cui derivano il gatto di casa e il gatto selvatico sardo;
3. ocreata, a diffusione Asiatica.

Non è facile avere la fortuna di avvistare il gatto selvatico europeo in natura. Elusivo e di abitudini notturne, si aggira nei boschi a prevalenza di latifoglie, a quote inferiori ai 1500 metri, nutrendosi in prevalenza di piccoli mammiferi, ma allo stadio giovanile non disdegna anche anfibi, pesci e grossi insetti.

Un gatto selvatico europeo occupa un territorio di caccia di grandezza variabile tra 2 e 10 chilometri quadrati e lo marca con urine e graffiature sulle cortecce, senza però che vi sia la necessità di combattimenti. Individui di sesso opposto possono frequentare lo stesso territorio.
Si riproduce una volta l’anno; proprio questo il periodo degli amori, con accoppiamenti in febbraio-marzo. Dopo 65 giorni di gestazione nascono da 2 a 5 piccoli che, a 6-8 mesi di età, diventano indipendenti.
Anche se in cattività il selvatico e il domestico sono interfertili, in libertà ci sono forti barriere comportamentali che ne limitano l’ibridazione.

 

Conservazione

Investimenti stradali ed abbattimenti accidentali sono la principale causa di mortalità del gatto selvatico in Italia (Lapini, 1989), anche se, al contempo, sono anche la principale fonte di dati sulla specie nel nostro paese.
Recentemente vi si è aggiunto il foto-trappolaggio, che consente di ottenere buone informazioni sulla presenza del gatto selvatico, altrimenti presenza invisibile.
Ogni singolo esemplare in natura viene sottoposto ad accurate misurazioni esterne e interne, che consentono di ottenere dati numerici di identificazione molto precisi (indici craniali e intestinali). Essi poi vengono verificati sulla base del DNA (ISPRA).
Tra le altre minacce alla conservazione della specie riscontriamo la possibilità di ibridazione con il gatto domestico, gli abbattimenti illegali, nonché, come in altri casi, la frammentazione e perdita di habitat idonei.
La sua presenza, come quella di tutti i carnivori, animali all’apice delle catene alimentari, testimonia l’elevata qualita’ degli ambienti che sceglie di frequentare. Anche in questo caso l’esistenza dei Parchi, che mantengono un alto livello di biodiversità, permette così a specie molto esigenti come questa, di sopravvivere e prosperare.

 

Animale protetto

In Italia il gatto selvatico è protetto dallalegge 157/92 sulla caccia ed è inserito tra le specie di interesse comunitario che richiedono protezione rigorosa dal D.P.R. 357/97; la sua presenza conferma il buono stato dell’ecosistema, mantenuto anche grazie ai Parchi. Oltre ad essere nell’allegato IV della Direttiva Habitat 92/43 CEE, è incluso anche nell’appendice II della CITES e nell’appendice II della Convenzione di Berna.

Paolo Rossi Wolves Photographer

prossifoto@gmail.com

www.paorossi.it

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