Paolo è un fotografo rubato all’agricoltura ma quest’ultima, credo, non ne risentirà. Davide Torri – Associazione Gente di Montagna

Untitled-2Diplomato in Agraria con la tesi Il ritorno del lupo nell’Appennino Ligure (2003), dal 2010 Paolo Rossi diventa fotografo documentarista di fauna selvatica. Nel 2014 le sue foto entrano a far parte del libro di Francesca Marucco Il lupo biologia e gestione sulle Alpi e in Europa. Nel 2017 ha realizzato il libro fotografico Lupi Estremi (design di SkullCreativeLab). Nello stesso anno la BBC si è interessata al dietro le quinte del suo lavoro di fotografo di lupi e lo ha intervistato sul canale Outlook World Service (The magic moment of a wolf sighting). Nel 2018 ha realizzato INCIVILI, secondo libro fotografico (design di Mattia Parodi) e sempre con M. Parodi, nel 2019 ha dato vita al terzo libro fotografico, intitolato Le ombre tra i faggi  e stampato nel più totale rispetto dell’ambiente. Dal 2018 con l’amico e collega Nicola Rebora ha girato i primi filmati di gatto selvatico europeo in libertà sull’Appennino Ligure (Ge) – Piemontese (Al) e nel 2020, ha svelato il dietro le quinte della scoperta realizzando il film FELIS – Gatto Sarvægo (Sondrio Festival e Raiuno – Il Provinciale) e stampando un omonimo libro fotografico (design Mattia Parodi), dove si celebrano fra le altre, anche le prime immagini relative ad una femmina di Gatto selvatico con due piccoli (Springer Nature). A luglio del 2021 e ad agosto del 2022 sono usciti rispettivamente Sopravvissuti all’Homo sapiens (28.Film Festival della Lessinia) e Dove l’uomo non è più sovrano (26.CinemAmbiente di Torino). Il primo è un omaggio ai piccoli-medi predatori che hanno resistito tra le montagne dell’Appennino delle Quattro Province anche negli anni di massima espansione umana, mentre il secondo è dedicato ai boschi abbandonati dall’uomo, dove la vita selvatica prospera tra imponenti castagni e faggi che riconquistano anche i versanti più scoscesi. Il 2023 è caratterizzato dalla creazione del quinto libro fotografico Il gatto dei boschi, dedicato all’elusivo felino e ad altri selvatici ritratti esclusivamente all’interno del bosco (La Repubblica Green and Blue). Le presentazioni del libro proseguiranno per tutto il 2024 o sino ad esaurimento copie (le date sono visibili a questo link: eventi). Il 2023 si conclude con un prestigioso riconoscimento al 41. Torino Film Festival (premio speciale della giuria) con il cortometraggio fantascientifico EVEN TIDE con la regia di Francesco Clerici e la fotografia di Nicola Rebora e Paolo Rossi.


Riconoscimenti

Vacche Ribelli – Premio Internazionale di Cinema Renato Appi, menzione speciale della giuria per meriti tecnici e artistici (2017)

Sopravvissuti all’Homo sapiens – Premio Best Beast per la visione incontaminata senza interferenze umane della fauna selvatica al Festival internazionale di Cinema Rurale Corto e Fieno (2021)

FELIS – gatto sarvægo – Premio come miglior documentario al VIII Festival La Lanterna (2022)

Il film è stato premiato per la capacità dei registi di sottolineare come la documentazione non si basi esclusivamente sulle immagini filmate (…) ma dalla capacità di farle immaginare e presagire allo spettatore da una sapiente preparazione e tenacia, che trasforma gli autori da “dei matti che girano sui monti alla ricerca di un fantasma” in documentaristi a 360 gradi. Il film sottolinea che audio, storia orale e sceneggiatura sono fattori di documentazione altrettanto fondamentali delle immagini, che in questo caso sono fortemente determinanti grazie alla qualità riscontrata da tutte le componenti del film.

Dove l’uomo non è più sovrano –  Film vincitore al Festival delle Foreste (2023) secondo una giuria di studenti dell’ITIS Paleocapa di Bergamo

Un mix bilanciato di ottime immagini, grafica curata, belle inquadrature e un tema per nulla scontato: la natura che si riprende il territorio occupato dall’uomo e ristabilisce il suo ordine. Un film che centra a pieno i temi del festival delle foreste con un racconto originale, inquadrature artistiche e una colonna sonora inedita capace di sottolineare le riprese e il mondo della natura. Le inquadrature hanno permesso di far vivere il bosco da vicino, hanno aiutato ad osservare gli animali svolgere le loro quotidiane attività indisturbati dalla presenza dell’uomo. Non solo, la descrizione del bosco come un caos fa aprire gli occhi su ciò che effettivamente è un disordine causato dall’uomo e cosa, invece, un disordine, a suo modo, ordinato della natura. Le inquadrature degli interni, studiate come dei dipinti di natura morta sono incredibili. Le voci dei narratori rassicuranti, calme, capaci di trasmettere sapienza, amore e ammirazione per il bosco e il territorio che ben conoscono, permettono di percepire la profonda conoscenza di ciò di cui parlano, come se stessero descrivendo casa loro a un estraneo. Il film rende pienamente la potenza del Genius loci di quei territori.

Even Tide – Film vincitore del premio speciale della giuria al 41. Torino Film Festival (2023)

Il cortometraggio colpisce per gli interrogativi di grande attualità che propone: in un mondo nel quale la vita umana è al tramonto, resta solo quella animale, catturata da strumenti automatici di registrazione. Ma chi ci sarà ancora a guardare quelle immagini?


Ogni mia foto dedicata agli animali selvatici è frutto di ricerca, studio e lunghe attese. Nessuna foto quindi, è stata scattata da capanni con annessi carnai o esche di qualsiasi genere per attirare animali. Gran parte delle mio repertorio video e fotografico è visibile all’interno dei documentari e dei libri fotografici che realizzo.

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