Paolo è un fotografo rubato all’agricoltura ma quest’ultima, credo, non ne risentirà. Siamo contenti che abbia deciso di girare per le Valli meno mainstream, già segnate dall’abbandono, e cercare per noi. L’Appennino Ligure, le Valli Cuneesi, l’Appennino Abruzzese ci appaiono splendidi e tristi come non mai e le orecchie ritte del cucciolo sorpreso nel suo gioco ci arrivano da un tempo che non è più il nostro. Paolo Rossi non usa capanni, non ci svela nulla dei lupi che fotografa, dove questi hanno la tana, dove si incontrano, nelle foto difficile persino scorgere i segnavia sbiaditi di sentieri una volta camminati. C’è una parete di cristallo tra noi e i lupi e Paolo, unico battitore libero, se ne sta con gli animali dall’altra parte. Con loro. Perché se li insegui per anni, se ne cogli le azioni più intime, quei lupi non possono essere un tuo nemico. E guardano i suoi scatti è difficile credere alle dichiarazioni apocalittiche di molti. Non perché non abbiano ragione. Perché in quei paesaggi con animali l’apocalisse è già passata. Davide Torri – Associazione Gente di Montagna

Untitled-2Dal 2010 fotografo lupi e altri selvatici nelle zone più selvagge dell’Appennino e delle Alpi (Italia). Nel 2014 le mie foto hanno contribuito alla realizzazione del libro di Francesca Marucco Il lupo biologia e gestione sulle Alpi e in Europa. Nel 2017 ho realizzato il libro fotografico Lupi Estremi (con SkullCreativeLab). Nello stesso anno la BBC mi ha intervistato sul canale Outlook World Service, intitolando il racconto The magic moment of a wolf sightingA inizio 2018 ho realizzato INCIVILI, secondo libro fotografico (con Mattia Parodi). Nel 2019 è uscito il mio terzo libro fotografico, Le ombre tra i faggi (con Mattia Parodi e Tipografia Grafica KC), stampato nel più totale rispetto dell’ambiente. Dal 2017 sono un regista di brevi documentari, Vacche Ribelli (2017) e La vendetta del lupo monco (2019) ne sono due esempi. Da sempre collaboro con il Canislupus Italia, l’associazione più longeva d’Italia ad occuparsi del predatore e del suo rapporto con le attività umane. Attualmente sto lavorando al terzo film, FELIS – gatto sarvægo (2020), dedicato a uno dei più elusivi mammiferi dell’Appennino Settentrionale.


Ogni mia foto dedicata agli animali selvatici è frutto di ricerca, studio e lunghe attese. Nessuna f57267538_816167158759261_1874106406924189696_noto quindi, è stata scattata da capanni con annessi carnai o esche di qualsiasi genere per attirare animali. Gran parte delle mio repertorio fotografico si trova solo sui miei libri fotografici. Utilizzo i Social al solo scopo di pubblicizzar i miei eventi pubblici, che sono la spina dorsale del mio lavoro (foto Rivergaro 2019).

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